0 - €0.00

Caricamento...

Lista Desideri

Caricamento...

La vendemmia: è tutta una questione di uve

Per decidere quale sia il periodo migliore per iniziare la vendemmia, bisogna considerare il tipo di vinificazione delle uve raccolte.

Durante la vendemmia la parte cruciale sta nel porre particolare attenzione a non rovinare la materia prima: si utilizzano apposite forbici per tranciare il grappolo dalla vite che viene poi adagiato all’interno di contenitori, evitando lo schiacciamento dei grappoli. Poi l’uva viene pigiata e spremuta, formando una purea chiamata mosto, che viene fatto fermentare nei tini, dei contenitori di legno appositi.

Quest’anno la vendemmia si divide in 3 momenti:

  • agosto è il primo periodo, dove noi di Tenute Tomasella abbiamo vendemmiato i grappoli di pinot bianco, pinot grigio e chardonnay, uve bianche più giovani che devono mantenere un buon grado di acidità.
  • La prima decade di settembre invece raccoglieremo le uve di glera (vitigno da cui si ricava il prosecco), del merlot e del friulano.
  • Mentre la seconda parte del mese sarà dedicata alle uve di cabernet franc e refosco dal peduncolo rosso che hanno una maturazione tardiva, che si trasformeranno in buonissimi vini rossi. Nello stesso periodo procederemo a vendemmiare il verduzzo, un vino bianco dolce, le cui uve vengono raccolte tardivamente per permettere all’acino di sviluppare il giusto grado zuccherino.

Tra i vignaioli esiste il detto “un buon vino si ottiene a partire da una buona uva”

Per questo si effettua la vendemmia solo quando si ha il giusto equilibrio tra zuccheri e acidi. Per esempio per ottenere un buon vino bianco secco, è bene vendemmiare l’uva poco prima del suo massimo grado di maturazione, mentre se si cerca un vino bianco più morbido, con un buon grado alcolico, bisogna raccogliere l’uva all’apice della maturazione. Per i vini rossi invece è opportuno vendemmiare quando l’uva raggiunge l’apice della maturazione e degli zuccheri.