Vendemmia, meno bottiglie ma di qualità

Enologi e operatori concordano: «Sarà un’annata storica».
Attesa per la raccolta del prosecco

Al via i conferimenti dell’uva nelle cantine della Sinistra Piave: ottimi i "precoci", buone le gradazioni

Un’annata di qualità, che si concluderà probabilmente con qualche bottiglia in meno, ma di vino da mettere in cantina. È l’aria che si respira nelle cantine del coneglianese, dove nelle ultime settimane hanno preso il via i conferimenti dei grappoli d’uva. Dalla fine di agosto i precoci, Pinot grigio e bianco, Chardonnay, Incrocio Manzoni, Sauvignon e Tocai. In questi giorni parte la tranche del Prosecco, tra due settimane circa il Verduzzo e attorno al 20 di ottobre il Raboso.

«Uve di qualità ottima – fanno sapere dalla cantina di Conegliano – sane e belle, rossi di ottima annata con uva nera e omogenea. Bello anche il Prosecco; i presupposti sono buoni». Anche a Vazzola, l’aria è buona: «La vendemmia va bene – spiegano dalla cantina – la quantità è buona e anche la gradazione. Le scorse settimane abbiamo iniziato con i primitivi, da domani con il Merlot, questa settimana con il Prosecco doc e poi avanti con Verduzzo e Raboso». A Codognè c’è attesa per il Prosecco: «La vendemmia va a rilento, il tempo è bello e quindi si aspetta per raccogliere le uve. Le gradazioni sono discrete, da una prima stima arriveremo ai livelli dello scorso anno». Anche per le tasche dei contadini, che portano i grappoli alle cantine sociali, il bilancio si preannuncia buono, con uve pagate in base alla varietà, alla qualità e alla gradazione zuccherina che promettono bene. «Quest’anno i precoci sono di ottima qualità – spiega l’enologo Vittorio Bellussi, presidente della “Strada dei vini del Piave” che riunisce tra i soci aziende ed istituzioni del Piave – il grado zuccherino è superiore alla media delle ultime annate, l’acidità è buona e anche la produzione. Ora c’è attesa per il Prosecco, la raccolta è iniziata tra ieri e oggi e i presupposti sono buoni».

La previsione è: «Meno uva rispetto agli anni scorsi, ma un’annata storica da metter via; mai viste uve così sane e perfette. Il clima e le giornate di aria asciutta hanno favorito la maturazione delle uve con dei precoci ottimi. Chiuderemo forse con meno bottiglie, ma di miglior qualità». Dalle zone colpite dalla violenta grandinata dello scorso maggio, per quest’anno non arriverà uva: a Godega di Sant’Urbano ad avere la peggio erano state le viti di Bibano. Stessa situazione per Santa Lucia e la fascia di vigneti di Campolongo a Conegliano. «In queste zone la percentuale di danno riconosciuta dalle assicurazioni è tra l’80 e il 100% - fanno sapere le cantine di riferimento per le zone interessate dalla tempesta – da lì uva per quest’anno non ne arriva proprio». Niente di nuovo per gli agricoltori che si erano precipitati a controllare i filari di varietà miste, compreso il Prosecco, dove sembrava fosse tornato l’inverno. Finita la tempesta era stato subito evidente che il danno per le viti sarebbe stato di questa portata, tanto da spingere le amministrazioni comunali a richiedere lo stato di calamità naturale.

Tempo di vendemmia dunque ma anche di premi. Anche quest’anno è stato nominato il vino vincitore della selezione Raboso 2009 della Confraternita del Raboso doc Piave. Ad aggiudicarsi la partita è stato il Raboso 2003 dell’azienda agricola Bellussi Agostino e Lamberto di Tezze di Piave che ha vinto la selezione del Raboso per la prestigiosa bottiglia della Confraternita del Raboso.

Articolo di Erica Bet per www.Gazzettino.it

Fonte: Marcadoc